Storia e attività

Storia e attività

Alle ore 16,30 del 14 gennaio 1965 presso la scuola elementare Matteo Mari si radunavano venti genitori di ragazze e ragazzi con disabilità che fondavano la sezione Anffas di Salerno ed elessero il primo Consiglio di Sezione.

Giovanni Caressa, padre di Maria Rosaria, una bambina con sindrome di Down, che aveva speso circa 12 mesi per contattare, sensibilizzare, convincere e riunire i venti genitori necessari per costituire la sezione di Salerno, fu eletto presidente. Gli altri membri del Consiglio erano Filomena Gambardella ,Antonio D'Alto, Edelinda Longo e Girolamo Marano.

Maria Rosaria, che ogni mattina vedeva il fratello recarsi a scuola accompagnato dalla madre e il pomeriggio lo vedeva impegnato a svolgere i compiti, chiedeva continuamente ai genitori quando sarebbe andata a scuola. Il pomeriggio, con i suoi quaderni e i suoi colori, chiedeva e pretendeva di sedere accanto al fratello e di svolgere i suoi compiti. I genitori però non potevano soddisfare le richieste di Maria Rosaria. A Salerno, all'inizio degli anni sessanta, non veniva offerta alcuna opportunità ai bambini con disabilità di inserimento scolastico, sociale e lavorativo.

Alfonso Menna, sindaco di Salerno dal 1956 al 1970, in un suo libro di ricordi1, scrive che per gli "alunni handicappati ... ben poco si era fatto prima del 1966". L'assenza di offerte da parte della pubblica amministrazione e la volontà di offrire alla figlia le stesse opportunità del fratello spinse Giovanni Caressa a farsi promotore di un incessante opera di proselitismo e di sensibilizzazione verso altri genitori di bambini con disabilità. Il bisogno di rispondere alle richieste e alle esigenze dei propri figli servì a convincere e a motivare una ventina di famiglie di Salerno e provincia ad attivarsi e riunirsi in associazione.

"Questi genitori erano accomunati da esperienze simili: la frustrazione di non trovare spazi per i propri figli (quando si aveva la fortuna di conoscere un direttore didattico o un insegnante motivato, sensibile e disponibile allora la scuola presentava barriere architettoniche insormontabili o la classe era troppo avanti o i genitori degli altri bambini spaventati ...), la rabbia di non avere interlocutori attendibili e definiti ma fortunatamente anche momenti di grande felicità e speranza.

La gioia per Massimo che aveva salito due gradini, per Rosaria che aveva imparato a conoscere e denominare i colori, per Cinzia che si lavava le mani da sola. Piccole faticose conquiste, misconosciute spesso anche dai medici specialisti ma indicativi che qualcosa si poteva fare. Non potevamo più aspettare risposte che tardavano e promesse che si infrangevano contro scogli sommersi, era tempo di rimboccarsi le maniche e di cercare da soli le soluzioni ai bisogni dei nostri figli. Non avevamo competenze specifiche ma tanta voglia di agire e un gran desiderio di offrire ai nostri figli l'opportunità di esprimersi e di apprendere in rapporto alle loro possibilità e ai loro ritmi".

L'Associazione a Salerno, fin dall'inizio, è stata particolarmente attiva nel sensibilizzare la Pubblica Amministrazione, promuovere la riabilitazione, l'inserimento scolastico e lavorativo delle persone con disabilità. A meno di un anno dalla fondazione della sezione furono attivati, presso i locali di via Trotola de Ruggiero, i primi corsi di addestramento professionale: taglio e cucito, legatoria e tipografia e presso i locali di via Papio furono create le prime quattro classi speciali per ragazzi disabili. I locali furono affidati all’Associazione dal Comune di Salerno.

I corsi di addestramento professionale, autorizzati dal Ministero del Lavoro, erano condotti da istruttori che potevano essere retribuiti grazie al contributo dei genitori dei ragazzi con disabilità che frequentavano i corsi. Le classi attivate a via Trotola de Ruggiero erano condotte da insegnanti nominati e stipendiati dal Provveditore agli Studi. Il personale ausiliare che operava sia nei laboratori che presso le classi speciali riceveva un rimborso spese dall’Associazione. L’Associazione contestualmente iniziò anche a Salerno un’opera di sensibilizzazione per l’inserimento dei ragazzi con disabilità nelle scuole. Il successo dell'iniziativa e l'impegno dei genitori fu tale che anni dopo Menna scriveva che nell'autunno del 1966 per gli alunni con disabilità "si istituirono e funzionarono regolarmente scuole e corsi di addestramento, dotati delle necessarie attrezzature. Il primo dei corsi in legatoria, diede ottimi risultati. Presiedeva alla gestione del Centro il rag. Giovanni Caressa, che ricordo con viva ammirazione. Del suo ufficio egli aveva fatto una vera missione. Infaticabile, garbato, accorto, sapeva chiedere e tutto otteneva. I bisogni di ogni assistito erano suoi".

L'Associazione che ormai contava oltre 200 soci in rappresentanza di 120 famiglie, negli anni seguenti, sebbene le risposte istituzionali continuavano ad essere elusive e le risorse limitate, continuò ad operare nell'interesse delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Dopo aver cambiato numerose sedi finalmente riuscì a realizzare due Centri di Riabilitazione che quotidianamente accolgono 140 disabili assistiti e riabilitati da personale esperto e qualificato.

Nel 1997 - L’Anffas costituì ufficialmente il laboratorio teatrale “La Girandola” che già dalla seconda metà degli anni 80’ interpretava commedie e spettacoli rappresentandole non solo a Salerno ma anche in provincia.

Il 1999 fu un anno ricco di idee e progetti; Serafino, un cantante emergente, interpretò il brano musicale “Chi mi accompagna”, il testo denunciava le innumerevoli difficoltà che la persona con disabilità incontra nel suo quotidiano. Un gradevole ritornello precedeva la parte cantata da un rapper d’eccezione, il calciatore Roberto Baggio che diventò il portavoce delle persone con disabilità.

Nel 2000 L’onorevole Gianni Rivera (ex calciatore del Milan e della Nazionale protagonista della storica semifinale vinta dall’Italia 4 a 3 contro la Germania nei mondiali del 1970) visitò i centri Anffas di Via del Tonnazzo e Via Leucosia.

Nel Gennaio 2002, l’Anffas Onlus Salerno organizzò il secondo seminario “L’Anffas di fronte all’autonomia delle sezioni”. Per tre giorni la Sezione di Salerno ospitò diversi Presidenti, avvocati ed addetti ai lavori delle Anffas sparse sul territorio nazionale, nonché il Presidente Nazionale Roberto Speziale.

Nel Maggio del 2002 Nicola Campedelli (giocatore della Salernitana) inaugurò la una struttura polifunzionale adiacente i locali Anffas di via Del Tonnazzo.

Dal 14 al 22 Giugno 2002 l’Anffas organizzò il primo torneo di calcio a 5 “Un calcio all’indifferenza”.

IL Maggio 2003 l’ANFFAS, in collaborazione con L’ANDI e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Salerno, presentò il progetto “ Un sorriso a Maggio”. Una iniziativa che ogni anno vedeva impegnati per un mese medici dentisti di Salerno e provincia, i quali gratuitamente visitavano le persone con disabilità.

Dal maggio 2011 l’Anffas si serve dell’hotel Enea, in cui ogni anno da giugno a settembre si organizzano soggiorni estivi per i ragazzi.

Nel marzo 2014 l’anffas ha organizzato il primo open day, aprendo le porte delle strutture e facendo conoscere meglio la realtà anffas a tutti i cittadini.

il 24 e 25 giugno 2015 l’Anffas Onlus di Salerno ha organizzato il X Memorial “Giovanni Caressa”, in onore del suo storico fondatore.

Dove andiamo L’Associazione, oggi, è chiamata ed è impegnata ad elaborare modelli e strategie nuove ed incisive che consentano a tutta la base associativa, a partire dalle stesse persone con disabilità, di essere protagonisti attivi nei processi di cambiamento in atto, anche aprendosi e trovando nuove alleanze, al fine di incidere in una cultura che torni a mettere al centro la persona con i suoi diritti di cittadinanza. Bisogna rendere più agibile, continua e significativa la partecipazione associativa nella programmazione e verifica dei servizi ma soprattutto bisogna garantire la partecipazione diretta delle stesse persone con disabilità: Nulla su di noi, senza di noi!

La partecipazione associativa ed il protagonismo delle persone con disabilità mira a superare il concetto di essere associazione di genitori e familiari di persone con disabilità che da sole non sanno o non possono rappresentarsi, per divenire un’associazione di genitori, familiari e persone con disabilità che insieme ricercano e rivendicano il rispetto dei diritti umani, anche attraverso adeguati supporti e sostegni per la loro migliore espressione, partecipazione e qualità della vita.

Il superamento dell’Associazione “famiglio-centrica” avviene nel rispetto dei diritti di autodeterminazione delle persone che Anffas rappresenta, in coerenza con gli orizzonti culturali e di pensiero scientifico e sociale evoluti negli ultimi 10 anni. Superare, quindi, il concetto di un’Associazione esclusiva e autoreferenziale, per passare ad un’Associazione di utilità comunitaria e aperta al mondo e sul mondo.

Anffas dovrà contribuire a determinare ed adottare a partire dalle politiche regionali, strumenti di valutazione, classificazione e presa in carico, affinché vi sia una reale innovazione della cultura e della gestione dei servizi in chiave inclusiva.

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