Anffas Campania

Disabilità intellettiva e sessualità: un tabù da abbattere

La sessualità delle persone con disabilità rappresenta un diritto primario come l’inclusione scolastica, sociale e l’inserimento lavorativo. La “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” proclama indirettamente tale diritto in quanto parte integrante della vita nonostante rappresenti ancora un tabù nella nostra società. .

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L’inclusione lavorativa in tempi di Covid-19

Negli anni, in materia di disabilità intellettiva e mercato del lavoro, si sono susseguiti una serie di interventi legislativi, volti a permettere ai datori di lavoro di contemperare le esigenze economico-organizzative aziendali con quelle dei lavoratori con disabilità, al fine di garantire misure e accorgimenti necessari per permettere, a tali soggetti, di poter svolgere la prestazione lavorativa senza alcuna discriminazione e nella piena libertà. Infatti, il lavoro offre autonomia economica ed è un potente strumento identitario e di socializzazione al fine di poter esprimere al meglio le proprie potenzialità.

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L’insegnante di sostegno ai tempi del Covid-19

La disciplina del sostegno scolastico per studenti con disabilità intellettiva messa a dura prova dall’emergenza sanitaria in atto


Secondo gli ultimi rumors, gli studenti delle scuole superiori torneranno di nuovo in classe dal prossimo 14 dicembre; almeno è questo quello che si vocifera e l’idea sulla quale il premier Giuseppe Conte ha intenzione di muoversi per le prossime misure anti-contagio. Intanto, le linee guida della Commissione Europea consigliano di valutare ancora la formula DAD (Didattica a Distanza) e la DID (Didattica a Distanza Integrata) per scongiurare il diffondersi del virus nei diversi istituti senza distinzione di ordine e grado.
Ciò che preoccupa, però, è che se sarà confermata quest’ultima scelta, gli studenti con disabilità intellettive vedranno, ancora una volta, sottrarsi il principio volto al rapporto di socialità e, quindi, la perdita fondamentale del rapporto di collettività con i propri coetanei e compagni di classe.

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La scuola ai tempi del Covid: cosa prevede il Dpcm del 24 ottobre per gli studenti con disabilità intellettiva

Il Dpcm del 24 ottobre 2020 estende al 100% la didattica a distanza nelle scuole superiori su tutto il territorio nazionale. Viene confermata, però, la possibilità della frequenza in presenza per gli studenti con disabilità intellettiva con la sola compagnia dei docenti di sostegno. Una scelta, questa, che ha creato non pochi dissapori vista la possibilità di mettere seriamente in pericolo l’inclusione sociale e scolastica garantita dal DM n.39 del 26 giugno scorso.

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Al via il progetto Io cittadino

Il progetto si propone di realizzare il percorso necessario allo sviluppo ed avviamento del primo movimento di self-advocacy italiano, composto da persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, con l’obiettivo di garantire alle stesse opportunità, supporti ed empowerment per l’affermazione del diritto all’auto-determinazione, partecipazione ed inclusione nella società e per la piena valorizzazione del loro ruolo attivo di cittadini così come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia con L. 18/2009. Ciò attraverso l’introduzione in Italia delle competenze, metodologie ed esperienze maturate a livello internazionale nell’ambito del movimento per la self-advocacy (auto-rappresentanza) portato avanti dalle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale di tutto il mondo e volto a promuovere i loro diritti civili ed umani, contrastare le discriminazioni e la stigmatizzazione che le stesse hanno vissuto e vivono (specie a causa della difficoltà di superamento del modello medico ed alla visione negativa della disabilità) nell’essere considerate cittadini a pieno titolo e nell’avere accesso ai diritti di partecipazione attiva e piena inclusione nella società. Al fine di realizzare quanto sopra in coerenza con i modelli di disabilità bio-psico-sociale e basato sui diritti umani che riconoscono la necessità – per garantire l’inclusione sociale - di intervenire non soltanto sulle persone con disabilità, ma anche sul contesto e sulle comunità in cui le stesse vivono, l’iniziativa agirà su tre livelli:

- Al primo livello (persone con disabilità) l’iniziativa prevederà la costituzione di 8 gruppi pilota nel territorio italiano (con attenzione a coprire le regioni del Nord, Centro e Sud), composti in totale da almeno 60 persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e 30 facilitatori, cui verrà dato impulso attraverso un percorso di formazione a cascata realizzato grazie alla collaborazione di esperti di rilievo nazionale e provenienti da organizzazioni europee che hanno già maturato esperienza in materia (in particolare, FENACERCI, Portogallo e European Platform of Self-advocates, EPSA, Europa) e che consentirà di trasferire ai gruppi le metodologie ed il know-how necessari. Il coinvolgimento in tali gruppi farà in modo persone con disabilità possano impegnarsi in prima persona - opportunamente supportate - per sostenere la causa della disabilità, fare in modo che a loro stesse ed agli altri siano garantite pari opportunità e di incidere sulle decisioni che le riguardano, comprese le politiche ed il funzionamento dei servizi, esercitando pertanto il proprio diritto alla cittadinanza attiva ed essere pienamente incluse nella società. Gli auto-rappresentanti avranno inoltre la possibilità di partecipare più attivamente anche alle attività associative Anffas al livello locale, regionale e nazionale. Una volta attivati, i gruppi pilota costituiranno il proto-nucleo per la successiva costituzione della prima Piattaforma nazionale di auto-rappresentanti italiani, anche attraverso l’individuazione di 8 leaders con disabilità intellettiva e/o relazionale, eletti nell’ambito dei gruppi stessi, che possano sintetizzare al livello nazionale le istanze provenienti dai gruppi locali, con l’obiettivo di raggiungere – nel medio termine – la possibilità di partecipare, con un proprio rappresentante, all’EPSA. - Al secondo livello (famiglie, associazioni, servizi) il percorso sarà sostenuto ed accompagnato da un’azione di sensibilizzazione ed informazione (in particolare attraverso un percorso di informazione a distanza) delle famiglie, dei leaders associativi Anffas, degli operatori al fine di garantire, attraverso la condivisione delle opportune informazioni e la messa a conoscenza del framework culturale, sociale e scientifico di riferimento, la predisposizione e messa in atto di tutti i supporti ed accomodamenti necessari alla costituzione e gestione dei gruppi di autorappresentanti.

- Al terzo livello (comunità), al fine di determinare l’accrescimento della consapevolezza in materia da parte dell’intera comunità, si realizzerà una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Io, cittadino!”, attraverso la diretta e piena partecipazione – nella forma del racconto in prima persona delle proprie esperienze (in particolare quelle che saranno realizzate nell’ambito del progetto stesso) delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale coinvolte.

Obiettivi perseguiti:
L’iniziativa mira a porre le basi, al livello territoriale, attraverso la sperimentazione di un modello innovativo per la costituzione del primo movimento per la self-advocacy italiano con l’obiettivo di favorire la piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e la loro partecipazione alla cittadinanza attiva. In particolare, gli obiettivi perseguiti saranno i seguenti:

- Accrescimento della consapevolezza, delle abilità e dell’empowerment delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale rispetto alla propria partecipazione attiva nella società ed al loro ruolo di cittadini, anche attraverso il coinvolgimento in un percorso formativo appositamente sviluppato - Identificazione delle barriere alla autodeterminazione, auto-rappresentanza, partecipazione e cittadinanza attiva delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale in Italia, attraverso il diretto e pieno coinvolgimento delle stesse

- Trasferimento ed adattamento al contesto italiano di strumenti, esperienze e competenze di rilievo internazionale e ad alta portata innovativa in merito alla partecipazione attiva delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale ed alla loro auto-rappresentanza

- Avviamento di gruppi pilota di self-advocacy, composti da persone con disabilità intellettiva e/o relazionale opportunamente formate e supportate anche attraverso la presenza di facilitatori preparati in tal senso

- Identificazione di un proto-nucleo di leader con disabilità intellettiva e/o relazionale per la successiva costituzione della prima Piattaforma Nazionale di Auto-rappresentanza italiana, strettamente connessa ad Anffas Onlus, e la partecipazione alla Piattaforma Europea EPSA di Inclusion Europe

- Accrescimento della consapevolezza della società tutta (a partire dai familiari, operatori ed istituzioni) e diffusione di informazioni in merito al contributo che le persone con disabilità possono apportare alle comunità in cui vivono, al loro diritto di partecipazione ed inclusione sociale ed alla loro capacità di incidere sulle proprie vite e sulle decisioni che le riguardano e di essere cittadini attivi

- Verifica dell’impatto che il coinvolgimento in movimenti di self-advocacy può avere sulla qualità della vita (con particolare riferimento ai domini dei diritti, auto-determinazione ed inclusione sociale) delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale

Metodologie di intervento:

L’iniziativa si avvarrà di modelli riconosciuti e validati che hanno consentito lo sviluppo del movimento per la self-advocacy a livello internazionale. Fondamentale sarà l’apporto dell’esperienza di Anffas, sia nell’area dei diritti che nelle metodologie di supporto all’empowerment ed all’apprendimento, soprattutto grazie alla capacità di integrazione di pratiche, innovazione e politiche. La metodologia per la formazione ed il coinvolgimento delle persone con disabilità e dei facilitatori e l’attivazione e gestione dei gruppi, nonché la selezione dei leader, sarà sviluppata nell’ambito del progetto, anche adattando e trasferendo al contesto italiano le esperienze esistenti, grazie alla collaborazione di esperti di FENACERCI ed EPSA, mediante una formazione a cascata che consentirà l’efficace attivazione dei gruppi stessi. Di supporto all’iniziativa sarà la metodologia già utilizzata da Anffas per la realizzazione di informazione e formazione accessibile per le persone con disabilità intellettiva attraverso l’uso di un linguaggio facile da leggere e da comprendere. Il supporto allo sviluppo del movimento e degli strumenti per la sua costituzione, gestione e valutazione sarà garantito, nell’ambito accademico, da parte dell’Università degli Studi di Milano per l’area del diritto, dell’’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia per l’area del supporto familiare e della qualità della vita delle persone con disabilità. Alcune delle attività verranno realizzate attraverso piattaforme per la formazione a distanza al fine di raggiungere il più ampio numero di persone possibile con un efficace rapporto costi/benefici. L’uso dei nuovi canali di comunicazione (internet, social network) garantirà un ampio coinvolgimento degli stakeholders.

Risultati attesi e dichiarati:
- Almeno 60 persone con disabilità intellettiva e/o relazionale coinvolte e formate per la partecipazione a gruppi di auto-rappresentanza
- Almeno 30 operatori formati per svolgere il ruolo di facilitatori dei gruppi di auto rappresentanza
- Almeno 8 gruppi pilota di self-advocates attivati su tutto il territorio nazionale
- Almeno 8 leader con disabilità, selezionati ed eletti nei gruppi pilota, per la successiva costituzione della piattaforma nazionale italiana e la candidatura alla piattaforma EPSA
- un modello sperimentato rivolto ed accessibile alle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale ed ai facilitatori, per la realizzazione di gruppi di auto-rappresentanza in Italia
- un modello sperimentato per la sensibilizzazione ed informazione, tramite una piattaforma a distanza, delle famiglie, leader associativi ed operatori sui supporti da fornire allo sviluppo dei gruppi di auto-rappresentanti
- Almeno 250 tra familiari, leaders associativi ed operatori/esperti partecipanti al percorso a distanza
- Una campagna di sensibilizzazione (tramite principalmente la pagina facebook “Io, cittadino!” ed uno spot promozionale di 3-5 minuti), realizzata con il coinvolgimento delle persone con disabilità, in merito al loro diritto di partecipazione ed inclusione sociale ed alla loro capacità di essere cittadini attivi
- Un rapporto, basato su dati di tipo qualitativo e quantitativo raccolti attraverso avanzati strumenti ad hoc, sull’impatto in termini di benefici e qualità della vita, del percorso di self-advocacy realizzato per le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale coinvolte
- Raccomandazioni per i decisori politici ed istituzionali a livello nazionale e territoriale

Ambito territoriale
L’esatta individuazione delle sedi direttamente coinvolte nell’attivazione-realizzazione dell’iniziativa, oltre alla sede nazionale, resta subordinata in parte all’adesione all’iniziativa stessa (tramite candidatura) ed al suo concreto avvio.

DURATA 1 ANNO (dal 21 settembre 2015 al 21 settembre 2016)
FASI PROGETTUALI
  • FASI I (progettazione esecutiva):
    4 MESI = dal 21 settembre 2015 al 21 gennaio 2016
  • FASE II (avvio gruppi territoriali e percorsi di sensibilizzazione e informazione):
    8 MESI = dal 21 novembre 2015 al 21 luglio 2016
  • FASE III (elaborazione e diffusione risultati e costituzione proto-nucleo piattaforma nazionale):
    4 MESI = dal 21 maggio 2016 al 21 settembre 2016
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Nasce Anffas#Giovani: il progetto di Anffas per l'inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale

Prende il via ufficiale Anffas#giovani: un innovativo progetto di Anffas Onlus, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, pensato con l’obiettivo di coinvolgere i giovani, con e senza disabilità, nella vita associativa ed, in particolare, in iniziative volte a promuovere e garantire l’inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale di tutte le età.

Il progetto prende spunto da un’iniziativa promossa da Anffas Onlus Salerno volta a coinvolgere giovani con e senza disabilità di età compresa tra i 16 e i 30 anni nella vita associativa e per questo è coordinato a livello nazionale dal giovane salernitano Alessandro Parisi, nipote di una persona con disabilità intellettiva e da tempo impegnato nella vita associativa e nel coinvolgimento di altri giovani alla “causa” della disabilità.

La presenza e il contributo di persone giovani alla vita associativa consente di affrontare le criticità che vivono le persone con disabilità da prospettive diverse e di declinare in maniera innovativa i percorsi di riflessione, sensibilizzazione e promozione, ma anche di concreta azione, nella direzione dell’inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Il progetto nazionale Anffas#Giovani mira a riverberare l’esperienza di Salerno in tutte le realtà associative con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere le persone giovani nell’affermazione dei diritti delle persone con disabilità.

La finalità è sperimentare modelli di comunicazione poco frequentati dalla generazione non digitale e favorire la crescita dell’empowerment comunitario, attivando gruppi locali ed una rete nazionale di giovani che si impegnino, in modo nuovo e con forme che loro stessi potranno definire, per l’inclusione sociale.

Il progetto Anffas#Giovani quindi, mira a raggiungere importanti traguardi attraverso la costruzione di una rete di giovani che divenga un’alleata della nostra Associazione nel promuovere la nostra importante mission, nella speranza di riuscire a scrivere, tutti insieme, una nuova e significativa pagina della storia di Anffas.

Le attività del progetto, che ha mosso i suoi primi passi nel luglio scorso e che è già attivo sul territorio nazionale con 21 gruppi locali, sono già state molte su diversi territori: convegni, sensibilizzazione nelle scuole, progetti contro il bullismo, attività di socializzazione, per il tempo libero e sportive, comunicazione tramite le nuove tecnologie solo per citarne alcune.

L’auspicio di Anffas e dei giovani che già aderiscono al progetto è, però, che la rete ed i gruppi crescano molto di più. Per questo l’associazione desidera invitare tutti i giovani che desiderano dare un contributo di qualità alla vita della propria comunità ed a quella delle persone con disabilità e delle loro famiglie a partecipare a questa importantissima iniziativa.

Per tenersi aggiornati sulle attività è possibile collegarsi alla pagina facebook https://www.facebook.com/AnffasGiovani-insieme-per-linclusione-sociale-1725382921032012/

Per avere maggiori informazioni ed entrare in contatto con i gruppi di giovani sul proprio territorio è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La scuola include, la scuola esclude.

Valutare se la scuola promuove l’inclusione o favorisce la discriminazione. Tenendo conto dell’ampio spazio avuto dal bullismo sui media negli ultimi tempi, si avverte sempre più la necessità di approfondire le caratteristiche del fenomeno e di evidenziare interventi preventivi, perché il bullismo deve essere considerato un problema della comunità e non soltanto della scuola.  Il bullismo fa male a coloro che lo subiscono, che lo compiono e a coloro che assistono senza fare niente, perché la violenza crea violenza.

  Punta esaminare diversi aspetti  “La Scuola Include, la scuola esclude - bullismo, scuola e famiglia”, l’iniziativa promossa da Anffas Giovani, impegnata a promuovere l’inclusione sociale e la qualità della vita tra gli adolescenti e i giovani adulti e dall’Associazione Sorrisi Sparsi, importante espressione di solidarietà nella comunità salernitana, con il patrocinio del Comune di Salerno e dell’Università degli Studi del Sannio, in collaborazione della Parrocchia dei Santi Nicola e Matteo di San Mango Piemonte e Sordina, presentata questa mattina nella Sala del Gonfalone a Palazzo di Città a Salerno.

  Sono intervenuti alla presentazione del progetto l’assessore comunale all’Istruzione Eva Avossa, l’assessore comunale alla Politiche Sociali Nino Savastano, il Coordinatore Regionale Anffas Onlus Salvatore Parisi, il referente nazionale del progetto Anffas Giovani Alessandro Parisi, il prof. Guido Migliaccio e il prof.Biagio Simonetti del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi del Sannio, il Presidente dell’Associazione Sorrisi Sparsi Enzo Sabatino,  la responsabile del concorso e del premio intitolato alla Prof.ssa Elvira Iuri, Alessandra Di Giacomo, il parroco di Sordina e San Mango Piemonte Don Antonio Romano.
Il progetto, che mira a valutare se l’organizzazione scolastica nei suoi elementi culturali e strutturali è “attrezzata” per contrastare il bullismo,  partirà la prossima settimana nelle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Salerno.

  Due le fasi dell’iniziativa che coinvolgerà gli studenti salernitani; da un lato la raccolta delle informazioni e l'analisi dei dati rilevati con un questionario anonimo, per valutare il fenomeno del bullismo all’interno della classe e della scuola,  curato dal Prof. Biagio Simonetti, del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi del Sannio;  dall’altro il premio intitolato alla Prof.ssa Elvira Iuri che ha sempre favorito la partecipazione attiva degli alunni, che porterà gli studenti a partecipare al concorso “La Scuola Include la scuola esclude - bullismo, scuola e famiglia”,  nellarealizzazione di un cortometraggio o di un video spot.
Il tema del concorso è “La Scuola Include la scuola esclude - bullismo, scuola e famiglia” e vuole essere uno stimolo alla scuola per ripensarsi, riproporsi e intercettare i bisogni formativi delle nuove generazioni investiti da fenomeni di globalizzazione e dall’avvento di strumenti e tecnologie sconosciuti alle generazioni precedenti.
La partecipazione al concorso è aperta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Salerno che possono partecipare in forma individuale oppure in gruppi.

  Le risposte del questionario saranno analizzate e commentate dai prof. Biagio Simonetti e Guido Migliaccio del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi del Sannio nel corso del Convegno che si terrà il 28 Aprile prossimo presso il Salone dei Marmi del Comune di Salerno durante il quale sarà assegnato il premio “Elvira Iuri” al vincitore della sezione video del concorso.   Il progetto, che ha lo scopo di esser presenti nelle scuole ed aprire la porta al dialogo,  mira a rendere i ragazzi consapevoli dei processi che portano al bullismo e alla violenza, ma anche di riscoprire i valori sociali atti alla convivenza civile. L’iniziativa avrà il suo momento conclusivo nella “Festa dell’Amicizia” in programma domenica 15 maggio, una giornata speciale di incontro tra le associazioni di volontariato e studenti, nei locali del Centro Parrocchiale di San Mango Piemonte.
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