Sport e disabilità intellettiva: binomio possibile per l’inclusione sociale

L’attività sportiva è la manifestazione del bisogno innato che il corpo ha di esprimersi poiché il movimento è una delle esigenze primarie dell’uomo. Lo sport, infatti, consente all’individuo di migliorare le qualità fisiche, di potenziare gli aspetti cognitivi e psichici e di sviluppare competenze socio-relazionali molto preziose, specialmente se si tratta di persone con disabilità.

Non è un caso che sia un vero e proprio diritto sancito dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità che, all’articolo n.30, parla di partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport e che “al fine di consentire alle persone con disabilità di partecipare su base disuguaglianza con gli altri alle attività ricreative, agli svaghi e allo sport, gli Stati Parti adottano misure adeguate a incoraggiare e promuovere la partecipazione più estesa possibile delle persone con disabilità alle attività sportive ordinarie a tutti i livelli, garantire che le persone con disabilità abbiano la possibilità di organizzare, sviluppare e partecipare ad attività sportive e ricreative e garantire che le persone con disabilità abbiano accesso a luoghi che ospitano attività sportive, ricreative e turistiche”.

Lo sport è indubbiamente uno dei fattori trainanti della vita delle persone con disabilità, poiché non solo rappresenta uno strumento di recupero e benessere psicofisico, ma è anche un efficace strumento di inclusione sociale che permette altresì di soddisfare in modo produttivo alcuni bisogni legati all’esperienza di gioco, movimento, agonismo e vita di gruppo.

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